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Alla vigilia del match che potrebbe valere la promozione matematica in Serie B abbiamo intervistato Giulia Grumelli (nella foto EffeBi Photosports) : nonostante l’arrivo a Sesto a campionato in corso,  l’integrazione con il gruppo è stata eccellente, a conferma dello straordinario spirito della squadra di mister Ruggeri.

Giulia, partiamo dall’ultimo turno di campionato: dopo la cinquina dell’andata, avete travolto anche nel match di ritorno il Pinerolo, attualmente 4° forza del torneo ma potenzialmente secondo in classifica visto che ha giocato una partita in meno: è stata la domenica della consacrazione?

Il punteggio è rotondo, e probabilmente loro hanno pagato qualche assenza. Ma la partita è stata a senso unico: merito della mentalità che abbiamo messo in campo e dell’approccio alla sfida. La verità è che avremmo potuto avere di fronte qualunque altro avversario: domenica avremmo comunque vinto noi!

Domenica vi aspetta un’Alessandria all’ultimo posto in classifica. Potrebbe arrivare la promozione matematica: com’è il clima in spogliatoio?

L’emozione è tanta. Vincere un campionato come squadra neopromossa è un grandissimo risultato. Non ci interessa chi sarà l’avversario, anche perché giocare contro la prima della classe, senza niente da perdere, dà sempre motivazioni extra alle nostre avversarie.

Sei arrivata in biancoceleste a campionato in corso: ci racconti come si è sviluppata la tua carriera?

Ho iniziato a giocare a 6 anni, a Pavia. Fino a 14 ho giocato con i maschi, poi non è stato più possibile. Mi sono trasferita alla Riozzese, restandoci per 13 stagioni: ho potuto esordire in serie B ed ho anche vinto un campionato di serie C. Poi il titolo sportivo della Riozzese è stato acquistato dal Como, ed io sono rimasta senza squadra, come tante mie compagne. Per continuare a giocare, nel 2020 mi sono trasferita a Sedriano, in Eccellenza, ma il campionato è stato stoppato per l’emergenza Covid-19.

Lo scorso mese di marzo mi è arrivata la telefonata di Assunta Tassone…ed eccomi qua! Avevo bisogno di ricominciare a giocare, ero ferma da tanti mesi: posso dire di aver fatto la scelta giusta. Sono in una società seria e ambiziosa, con un gruppo unito in cui sono stata accolta benissimo da subito. Nonostante la squadra sia molto cambiata dagli anni scorsi, e ci sia una significativa componente molto giovane, siamo molto affiatate: non pesano le differenze di età ed esperienza, né la permanenza in biancoceleste. I risultati dimostrano come il gruppo sia la nostra forza: e questo non è assolutamente scontato, anzi ritengo che spesso sia più difficile crearlo tra noi ragazze che non in una squadra maschile.

Dal punto di vista tattico sei un centrocampista centrale: dalla tua posizione “privilegiata” nel vivo del gioco, qual è l’elemento che caratterizza questa squadra che segna a raffica?

Una ragione strettamente tattica potrebbe essere la disposizione a rombo: non la utilizzano in molti, e tanti avversari non sanno come affrontarci. Ma a fare la differenza sono ingredienti quali l’entusiasmo e la gran voglia di giocare e mettersi in mostra come squadra. Diamo sempre il massimo, senza calcoli: siamo straripanti!

Vista la classifica, doveroso fare un pensiero alla prossima stagione: com’è il campionato di Serie B che tu hai già disputato?

Giusto pensarci: Assunta mi ha prospettato la sfida di ritornare a “pieni giri” e cercare uno spazio anche per la prossima stagione. La Serie B è molto impegnativa, sia dal punto di vista fisico che da quello mentale. Pensiamo ad esempio alle trasferte su tutto il territorio Nazionale ed al numero di allenamenti settimanali. Se considero che ho un lavoro che dista circa 80 km dal campo, so che potrebbe essere molto impegnativo, ma ho sempre giocato per le soddisfazioni sul campo e fuori da esso, e perché sono molto competitiva: le sfide mi stimolano tantissimo.